Questo progetto riguarda te e l'area fiorentina.
Scopri tutto quello che c'è da sapere.
Attorno al Masterplan 2035 circolano molte preoccupazioni: più rumore, più consumo di suolo, più rischio di alluvione, un aeroporto troppo vicino alla città. Sono domande legittime, che meritano risposte basate su studi tecnici e dati misurabili – non su impressioni. In questa pagina raccogliamo i sette temi al centro del dibattito pubblico e, nella sezione finale, rispondiamo alle obiezioni più frequenti confrontandole con quanto prevede realmente il progetto, sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA-VAS).
In molti danno per scontato che il progetto attuale coincida con quello del masterplan 2014-2029 e ne erediti gli stessi impatti su rumore, sorvoli e consumo di suolo.
La pista del 2035 è riorientata sull'asse 11/29 e ridimensionata rispetto alla pista del precedente piano 2014-2029: cambiano traiettorie e sorvoli, sono ridotte le superfici occupate. Il progetto è stato inoltre sottoposto a una nuova e più stringente procedura di VIA-VAS.
Si teme che le nuove opere cancellino habitat, zone umide e superfici verdi in un'area già delicata come la Piana fiorentina.
A fronte del suolo occupato ed alle porzioni di aree naturali interferite, il progetto crea 164 ettari di nuove aree naturali, con corridoi ecologici e rinaturalizzazione di aree agricole e zone umide e 57 ettari di aree per il parco. Il bilancio complessivo delle superfici naturali è in aumento, con un piano di gestione della biodiversità di lungo periodo.
La preoccupazione più diffusa è che una nuova pista aumenti il rumore impattante sulle abitazioni dei quartieri vicini allo scalo o lo sposti su altri abitati della piana.
Il nuovo orientamento 11/29 allontana decolli e atterraggi a bassa quota dall'abitato di Firenze (Peretola, Brozzi, Quaracchi) e Sesto Fiorentino senza spostarli su altre aree abitate della piana. Gli studi acustici stimano fino al −99% di popolazione esposta a livelli oltre 60 dB. Una rete di centraline di monitoraggio continuo verificate da ARPAT controlleranno la situazione.
Nuove superfici asfaltate in un territorio già fragile: il timore è un aumento del rischio di allagamenti nella Piana.
Il progetto rispetta il principio di invarianza idraulica: ogni superficie impermeabilizzata è compensata da nuova capacità di invaso. Due aree di laminazione ed opere di adeguiamento su tutto il sistema delle acque, progettate con il Consorzio di Bonifica e la Regione Toscana, garantiscono un innalzamento della sicurezza idrraulica.
Un aeroporto così vicino alla città viene percepito come poco sicuro e troppo impattante per chi vive nell'immediata vicinanza.
Il riorientamento della pista sposta i sorvoli impattanti verso aree libere della Piana, eliminando il passaggio a bassa quota sopra aree abitate. L'intero assetto rispetta gli standard internazionali di sicurezza ed è accompagnato da uno specifico piano di rischio aeroportuale.
Senza alternative valide all'auto, si teme che il nuovo scalo generi altro traffico e congestione sulle strade della Piana.
Lo scalo sarà servito dalla linea tramviaria estesa alla piana e connessa con la rete dalla ferrovia regionale. Lo spostamento verso il trasporto pubblico, già oggi modalità preferita per l'accesso allo scalo, consentirà di contenere gli effetti dei maggiori flussi di traffico passeggeri.
Due aeroporti a pochi chilometri di distanza sembrano una duplicazione e uno spreco di risorse pubbliche.
Firenze e Pisa operano come un unico sistema aeroportuale, con ruoli complementari: Firenze come city airport per business e collegamenti point-to-point a corto-medio raggio, Pisa per grandi volumi e lungo raggio. Una specializzazione che rafforza l'intera Toscana, non una sovrapposizione.
Le domande critiche più diffuse sul Masterplan 2035 e le risposte basate su studi, dati e prescrizioni del decreto VIA-VAS.
Chiedi all'assistente AI del Masterplan 2035: risponde in tempo reale sui temi del dibattito.